Ritrovamenti. Echi dell’isola di Capraia a Genova/2 Il “fascicolo fantasma” dell’ASPG

Giorgio Roster, Veduta dell'Isola di Capraia con barche di pescatori e carabinieri, inizio secolo XX (Archivio Alinari)

 

Ritrovamenti. Echi dell’isola di Capraia a Genova/2 Il “fascicolo fantasma” dell’ASPG.

 

Eccoci al secondo appuntamento della nostra rubrica dedicata ai ritrovamenti archivistici d’argomento capraiese in quel di Genova. L’archivio storico dell’omonima Provincia (in sigla ASPG) contiene un buon numero di pratiche intestate direttamente al Comune di Capraia e altri documenti concernenti l’isola si possono trovare in fascicoli diversamente titolati. Per la consultazione dell’archivio, la vecchia Provincia di Genova aveva compilato un catalogo cartaceo e creato un programma di consultazione “on line” dello stesso. Tuttavia, se tentaste di risalire ai polverosi incartamenti riguardanti Capraia ricorrendo a tali strumenti, non trovereste mai il fascicolo 14, casella 33 della categoria V “Opere Pubbliche” poiché nel catalogo (sia cartaceo che digitale) esso non compare affatto e anche la ricerca tramite PC sarebbe quindi altrettanto infruttuosa. Ma il “fascicolo fantasma” invece esiste e – piccola grande sorpresa – riguarda proprio la nostra amata isola. Il titolo del fascicolo è infatti: “Sussidio per opere pubbliche 1896-1902”. Ovviamente, chi scrive questo dossier lo ha “trovato” per puro caso, non essendo materialmente possibile, come già detto, risalire ad esso utilizzando un qualsivoglia criterio di ricerca. E il caso ha voluto che si trattasse pure di un incartamento ricco di documenti piuttosto interessanti. Quasi tutti, infatti, trattano di un tema che localmente rivestiva sicuro rilievo ossia la costruzione, sul finire del secolo XIX, di una nuova strada carrozzabile tra il porto e l’abitato di Capraia. Ecco l’elenco completo dei documenti (risalenti agli anni 1896, 1897 e 1902) che trattano tale argomento:

 

  • Ø Documento numero 1: 06 gennaio 1896, Deliberazione del Consiglio Comunale di Capraia Isola n. 1 avente ad oggetto: “Circa la costruzione di una strada comunale dal porto adducente al paese a al fonte pubblico”;

 

  • Ø Documento numero 2: 28 gennaio 1896, lettera del Sindaco di Capraia Isola al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Circa la costruzione di una strada dal porto al paese”;

 

  • Ø Documento numero 3: 5 febbraio 1896: lettera del Segretario Capo della Provincia di Genova all’Ingegnere Capo della Provincia di Genova, senza oggetto (ma concernente la nota strada);

 

  • Documento numero 4: 16 marzo 1896, lettera del prefetto di Genova al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Costruzione di una strada dal porto al paese”;

 

  • Documento numero 5: 20 marzo 1896, lettera del Segretario Capo della Provincia di Genova all’Ingegnere Capo della Provincia di Genova, senza oggetto (ma concernente la nota strada);

 

  • Ø Documento numero 6: 26 giugno 1896, lettera dell’Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico della Provincia di Genova al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Capraia (Isola). Domanda del Comune per ottenere il sussidio della Provincia nella costruzione di una strada carrozzabile dal porto all’abitato”;

 

  • Ø Documento numero 7: 9 luglio 1896, lettera del Ragioniere Capo della Provincia di Genova al Signor Deputato Provinciale Elia avente ad oggetto: “Domanda del Comune di Capraia Isola per ottenere il sussidio della Provincia nella costruzione di una strada carrozzabile dal porto all’abitato”;

 

  • Ø Documento numero 8: 9 luglio 1896, estratto del processo verbale della seduta in data 09/07/1896 della Deputazione Provinciale di Genova;

 

  • Ø Documento numero 9: 27 gennaio 1897, lettera del Presidente della Deputazione Provinciale di Genova al Sindaco di Capraia Isola avente per oggetto: “Sussidi provinciali per la nuova strada”;

 

  • Ø Documento numero 10: 10 marzo 1902, lettera del Presidente della Deputazione Provinciale di Genova al Sindaco di Capraia Isola avente ad oggetto: “Strada dalla Marina all’abitato”;

 

  • Ø Documento numero 11: 31 marzo 1902, lettera del Sindaco di Capraia Isola al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Costruzione strada”;

 

Di tutti questi, il documento più notevole è certamente il numero 6. Trattasi infatti di un dettagliato rapporto redatto dall’Ufficio Tecnico provinciale dopo l’“opportuna visita” effettuata a Capraia dall’Ingegnere Capo della Provincia di Genova nella primavera del 1896. Vale pertanto la pena riportarne il testo integrale:

 

Sulla istanza del Comune di Capraia (Isola) a che la Provincia concorra nella spesa della costruzione di una strada carrozzabile che dal porto conduca all’abitato, sono opportune alcune preliminari considerazioni. Trattasi di un caso specialissimo, poiché l’isola in parola, da lunghi anni faciente parte della nostra provincia, parrebbe a rigor di legge esclusa da quei possibili benefizi che l’ente Provincia può offrire ai contribuenti. Chi esamini infatti l’art. 13 della Legge 20 marzo 1865, allegato F mal saprebbe assegnare la strada in parola alle provinciali e pur nondimeno è debito l’ammettere che essa ha una capitale importanza per gli interessi industriali, commerciali ed agricoli di questa parte della provincia in relazione anche col resto della Provincia stessa e del continente. Se invece si esamini l’art. 16 della Legge, la strada di Capraia troverebbe più agevolmente posto fra quelle comunali che dai maggiori centri di popolazione di un Comune inducono o mettono capo a ferrovie o porti. Ma tali caratteri che col favore delle Legge del 30 agosto 1868 sulle strade comunali obbligatorie, avrebbe assicurato al Comune il concorso della Provincia e dello Stato e ridottagli alla metà la competenza passiva della spesa, ora a nulla giovano essendo stata l’anzidetta legge abrogata. Il Comune di Capraia si trova quindi in oggi di fronte alla necessità assoluta di por mano alla costruzione della strada, ma non possiede gli occorrenti mezzi finanziari né li avrebbe ricorrendo a maggiori aggravi pei contribuenti scarso essendone il numero, e non trova nella legge quel soccorso che pur meriterebbe. Dell’assoluta necessità della strada in parola mi sono convinto con opportuna visita e con l’esame delle condizioni locali. Dal piccolo porto, rifugio in tempi di traversia, a bastimenti di mediocre portata, e dal circostante abitato della Marina, una mulattiera tortuosa e ripidissima superato un dislivello di metri 57 circa, conduce al capoluogo del Comune. Tale mulattiera, se non presenta i gravi pericoli segnalati dal Comune nella sua istanza, è nondimeno incomodissima e non rispondente alle esigenze crescenti del transito reso sempre più intenso dallo sviluppo che ha preso la colonia penale che risiede nell’isola, e che ne è il maggiore cespite di guadagno. Ho escluso che la mulattiera attuale sia molto pericolosa, ma non debbo tacere che allorquando per le pioggie gelate spinte dai forti venti di greco, il suo piano viabile composto di massi di trachite (materiale che costituisce l’ossatura dell’isola e che sotto l’azione degli agenti atmosferici e dell’uso si arrota) diviene sdrucciolevole, è fuor di dubbio che pericoli non possono mancare, ciò che del resto è purtroppo provato da infortuni occorsi. L’Amministrazione carceraria già più volte eccitò il Comune a rendere meno faticose, meno dispendiose e più sicure le comunicazioni fra il porto e il paese, e fece comprendere che non rifiuterebbe il suo concorso nella spesa avendovi essa interesse; trovasi infatti la direzione della colonia nell’abitato e la nuova strada la unirebbe al porto ed ai terreni che la colonia stessa coltiva e nei quali progredisce la costruzione di strade rotabili. A tale proposito ebbi io pure formali assicurazioni da un Ispettore di detta amministrazione che trovavasi per suo ufficio nell’isola; egli farà cioè al Ministero le maggiori possibili premure onde un congruo sussidio sia concesso al Comune. Mi sono altresì occupato delle modalità tecniche della strada in questione concretandone l’andamento generale d’accordo coi rappresentanti l’Amministrazione comunale e col detto Ispettore, e da tale studio di massima ho riportata la convinzione che la minima spesa necessaria raggiungerebbe circa Lire 12.000 superando così le previsioni fatte dal Comune. Ciò nella ipotesi di una strada di metri 4,50 di larghezza, con pendenza fra il 5 e il 7 per cento con una lunghezza di circa un chilometro, e sulla considerazione che la mano d’opera è a buon prezzo prestandola i condannati stessi a prezzi di tariffa, che la pietra è sul sito d’impiego, che la sabbia si può avere dal mare e la calce da Livorno e purché si usino molto limitatamente murature a secco, e ancor meno quelle in malta. Premesse tali informazioni, pregiomi di proporre che il sussidio chiesto dal Comune di Capraia venga accordato, e parmi che la mia proposta se non trova appoggio formale nella legge sui lavori pubblici, possa però trovarlo in quei sentimenti di giustizia e di equità che forse in questo caso più che in ogni altro è lecito invocare, all’isola di Capraia nessuno altro benefizio può estendersi fra quelli che alla restante provincia non mancano, all’infuori di quello in esame; nessun’altro prima d’ora le fu concesso, ed un rifiuto che oggi fosse opposto alle giuste istanze di quella popolazione oltre a risolversi in un gravissimo ed irrecuperabile danno, le darebbe altresì a credere che l’amministrazione Provinciale fosse meno sollecita del benessere di Capraia in confronto di quello d’altre parti della provincia. Ritenuto infine come sopra è detto che la spesa occorrente possa raggiungere le lire 12mila, e che il concorso dell’Amministrazione carceraria debba essere maggiore di quello della Provincia, sono di avviso che questo possa limitarsi a Lire 4.000. Tale somma sarebbe da concedersi alle seguenti condizioni: 1° Che il concorso sia fisso ed invariabile ancorché l’importo dei lavori risultasse superiore alle lire 12mila previste. 2° Che il progetto venga studiato regolarmente ed in modo definitivo, e sia approvato oltre che dall’Amministrazione Governativa, anche dall’Amministrazione Provinciale su parere dell’Ufficio tecnico. 3° Che il pagamento avvenga in due rate di lire 3mila la prima e Lire 1000 la seconda e sia cioè corrisposta la prima rata dopo un mese dal cominciamento dei lavori regolarmente accertato; la seconda rata poi a lavoro ultimato e collaudato col concorso dell’Ingegnere Capo dell’Ufficio tecnico Provinciale”.

Interessante, vero?

In realtà, avvalendoci di informazioni reperibili in un altro fascicolo dell’ASPG (n. 43, casella. 34, cat. VI), possiamo concludere il nostro articolo riportando quelle che furono le tappe principali del percorso che condusse alla realizzazione della nuova carrozzabile porto-paese. Il progetto originario della strada fu redatto dal Genio Civile nel 1905 ed i lavori iniziarono nel 1910. L’anno seguente, la Provincia predispose un nuovo progetto e, causa il lento protrarsi dei lavori principali e suplettivi, l’opera poté essere terminata e collaudata soltanto nel 1917. La spesa superò Lire 68.000 (per la precisione Lire 68.607,05, oltre il quintuplo dell’importo ipotizzato dall’Ingegnere Capo della Provincia nel 1896!). Il Governo contribuì per circa la metà della spesa (Lire 33.810,76) mentre la Provincia di Genova erogò Lire 16.905,38, esattamente la metà del sussidio pagato dallo Stato. La nuova strada era lunga 1018,54 metri con pendenza massima del 7%.

Ma, attenzione! Quello appena narrato non è un episodio storico irrimediabilmente trascorso. Al contrario, esso influenza ancora l’attualità, riferito com’è ad una strada che costituisce tuttora l’unico percorso rotabile tra il porto e l’abitato superiore di Capraia; proprio quello, cioè, che i pochi abitanti stabili e i tanti “turisti” utilizzano ogni giorno dell’anno per i loro spostamenti sull’isola.

 

Dedicato alla madre di Marida e Giovanni Bessi, recentemente scomparsa

 

FAUSTO BRIZI

Genova, 22 novembre 2017

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