Giornalisti Russi a Capraia

Giugno 2015

2 giornalisti russi hanno visitato Capraia nel giugno 2015. A seguito di questa visita hanno pubblicato un articolo sul numero di dicembre 2015 della rivista Russa "Italia. La vita come arte / Italia. Жизнь как искусство"

Ecco la traduzione dell'articolo grazie a Sofia Mannelli a cura di Natasha Khorkova

GAETANO GUARENTE, SINDACO DI CAPRAIA ISOLA

- Fare il sindaco sull’isola è molto più impegnativo che in città.

Primo, per la distanza dal continente – due ore e mezzo in traghetto. E in caso di maltempo la strada via mare diventa impossibile. Senza dubbio, Internet aiuta non poco, però il dialogo “di persona” è molto più importante ed efficace.

Secondo, la presenza della colonia penale in passato ci ha impedito di vivere il boom turistico negli anni 70-80, anche se proprio questo fatto ha consentito di proteggere l’ambiente naturale. Oggi la gente che arriva sull’isola cerca proprio la natura incontaminata dalla presenza dell’uomo, di sperimentare lo spirito selvaggio dell’isola.

Io dico sempre alle signore: “Dimenticate i tacchi, altrimenti non capirete mai Capraia, non riuscirete a girarla a piedi e non scoprirete le sue viste meravigliose sul mare.” Siamo in cerca di avventurieri preparati e responsabili, capaci di vivere lo spirito dell’isola in pieno relax mentale e contemporaneamente praticando attività fisica. Per questa ragione pubblicizziamo molto l’ecoturismo.

Senz’altro, dobbiamo continuare a migliorare le infrastrutture dell’isola. Per esempio, non tutti i nostri ospiti, pur essendo circondati dalle acque cristalline del Tirreno, possono liberamente praticare il nuoto: gli scogli non sono molto adatti agli anziani e ai bambini. Sarebbe opportuno attrezzare gli alberghi con le piscine.
In cambio, il mare sulla riva di Capraia è sempre più caldo rispetto alle altre isole – grazie alle correnti particolari. E poi, vogliamo parlare della pesca?!...

(pag. 50-51)

CAPRAIA

Capraia non è di facili costumi, selvaggia e riservata, non ama flirtare e non accetta i modi scherzosi. Tutto qui respira di libertà – dalle baldanzose onde che assalgono la riva al vento impregnato di sale. E’ un posto fatale, te n’innamori al primo sguardo, oppure lo rifiuti per sempre e non ci torni mai più. Non esiste un’altra scelta. L’illuminazione potrebbe arrivare anche molti anni dopo – cosi è accaduto con la moglie del sindaco di Portoferraio, la quale, all’inizio l’ha odiato, questo pezzetto di terra rocciosa, e solo dopo vent’anni, capitata qui per caso, se n’innamorata perdutamente.
Questa isola è l’opera di un antico vulcano, di cui la lava rappresa è ancora visibile nella suggestiva Cala Rossa. Sarà per questa ragione che i suoi quattrocento residenti (dei quali solo un terzo vive stabilmente sull’isola) si distingue per il loro temperamento vulcanico e carattere stoico e forte. E’ fatto così il sindaco di Capraia Isola, Gaetano Guarente, il quale abbiamo incontrato sul traghetto in balia delle grosse onde, dove noi, gente di terra, cercavamo di rimanere in piedi aggrappandoci alle poltrone nel salone e lui camminava sicuro come se non si fosse accorto del mare burrascoso. Sono fatti così anche tutti gli altri abitanti dell’isola, i quali rimangono fedeli alle proprie tradizioni e abitudini, si conoscono come il palmo della propria mano e studiano con attenzione un nuovo arrivato.
Dicono che, quando viene a mancare un isolano lontano dalla sua Capraia, la sua anima torni comunque sull’isola e che, in quell’attimo, i suoi vicini possano vederlo rientrare nella sua vecchia casa.
Invece, nel decrepito castello abita un vero fantasma – e come si farebbe senza? Precisamente, una donna, La Dama Bianca, la quale si irrita moltissimo se qualcuno disturba la sua quiete.
Il proprio nome Capraia lo deve agli elleni – “l’isola delle capre”, anche se di capre selvagge non se ne vedono molte. Così come non ci sono più i carcerati che un tempo popolavano gli enormi edifici della colonia penale (queste colonie sono state istituite anche sulle isole Montecristo e Gorgona; su quest’ultima il penitenziario è ancora attivo).
Raccontano che molti ex-carcerati avrebbero voluto rimanere sull’isola: uno di loro, dopo il rifiuto delle autorità di questo privilegio, avrebbe addirittura rapinato la piccola filiale della banca locale per prorogare la propria permanenza su questa terra benefica.
Oggi il territorio dell’ex-colonia appare suggestivo ed ospita la prima cantina sull’isola, la quale attrae gli amanti del vino italiano. Prima l’uva veniva trasportata qui dalla vicina isola d’Elba, adesso la coltivano qui in loco – sulle terrazze con muratura in pietra, le quali tagliano le pendici in righe ordinate.
Sale e iodio nell’aria si mescolano con il profumo di elicriso e mirto: quest’ultimo si usa per la preparazione di liquori e marmellate eccellenti. Nel cielo si librano le procellaria, gridando con voce “umana”. Può darsi che molto tempo fa proprio questi versi abbiano generato il mito delle sirene, le quali toglievano la vita ai marinai con il loro canto ipnotico.
Sui 10 chilometri di riva di Capraia è disponibile solo una spiaggia, ma neanche questa rimane accessibile, se non una volta ogni qualche anno, quando il mare si decide di rendere all’isola la stretta riga di sabbia.
Gli abitanti si scelgono le pendici rocciose: si crogiolano sotto il sole come languide lucertole e ogni tanto si buttano senza paura nelle acque cristalline di color turchese. Oppure con le loro barche da pesca vanno verso ovest, fino alle grotte, dove si nasconde l’acqua dolce e i corpi controluce diventano fluorescenti ed azzurri.
A Capraia si sta bene in vacanza in qualsiasi stagione: durante l’inverno, per godere della solitudine condivisa solo con la natura che non di rado regala giornate miti e piene di sole anche nei mesi più freddi; in primavera, per osservare la fioritura dell’isola e l’annuale rito dell’inanellamento degli uccelli migratori; e in estate, per raccogliere e preparare le piante medicinali, assaporando il loro profumo aromatico e ammirando le grigie silhouette delle altre isole su un orizzonte insolitamente alto. Infine, durante l’autunno – per partecipare alla Sagra del totano, dove sono fritti, bolliti, cotti a vapore, farciti, preparati in mille modi diversi, ognuno dei quali sorprenderà il vostro palato. Sarà inoltre possibile prendere parte alla gara di pesca e provare a pescare i totani da soli – le regole permettono la pesca con la seppia da riva o in barca, anche in yacht. Il pescato di ogni gareggiante sarà pesato per definire il vincitore.
La cosa più importante è accettare di vivere in balia dei capricci del mare. Se domani il traghetto non arriva a prendervi per via del cattivo tempo, non bisogna prendersela e considerarlo come un fato infelice, ma un’opportunità fortunata che vi permetterà di prolungare il vostro soggiorno sull’isola ancora per un po’. Semplicemente, Capraia non vuole lasciarvi andare... (*)

(*)N.d.T. Conosco uno che la nave l’ha persa per ben quattro volte....!!!!....Ed in questo caso è stata la nave ad essere in balia dei capricci di quest’uno!...

 


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